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LA STORIA DELLA COVID-19


la pagina 1 dei GRAFICI della COVID-19

(sulla base dei dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile, DPC)



    TROVI SOTTO a fondo pagina: link alla pagina Covid-19, Sorveglianza e monitoraggio del Ministero della Salute (MS) con i Report settimanali e al sitoWeb del Governo (da un anno... l’Accesso è NEGATO)

           Attenzione: OSCURATI, dalla fine di ottobre ’22, i link alle pagine del Governo con la normativa vigente..!

...Non più accessibili in chiaro i dati del DPC (“open data”), apparentemente per incuria..

           ELIMINATO il prezioso portale COVID-19 dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, dal 29 ottobre ’22!



    Consulta in tempo reale la Pagina dei VACCINI anti Covid-19 (ancora funzionante)

    L’Iniziativa dei Cittadini Europei No Profit on Pandemic si è chiusa il 1° agosto ’22 senza successo avendo raggiunto solo un quarto delle firme richieste, a causa di disinteresse di altre nazioni europee.


EDIZIONE del giorno 5 febbraio 2024

(prossima edizione: 18/19 febbraio ’24)


LA QUARTA FASE (dopo la lunga decrescita... le impennate di fine estate e d’inverno)


L’OMS il 5 maggio 2023 ha dichiarato terminata l’emergenza globale per la Salute Pubblica!

(vedi i dettagli nella Home page di questa sezione)


“Un’epidemia è un fenomeno sociale: essa si combatte sul territorio” (E.Burgio, M.Nacoti)    


Il lungo arco di tempo della pandemia è stato suddiviso in 4 periodi o fasi: le prime 3 fasi, che costituiscono la STORIA, e cioè:
   fase 1, dal 24 febbraio al 31 luglio del 2020,
   fase 2, dal 1° agosto del 2020 al 30 giugno del 2021,
   fase 3, dal 1° luglio del 2021 al 3 giugno del 2022,
sono collocati in una nuova pagina di “Archivio;

         la fase 4, dal 1° giugno del 2022 a oggi, viene mostrata in queste pagine; sarà opportuno chiudere la fase 4 alla metà di luglio ’23 e aprire una fase 5.

Attenzione: alla fine di ottobre 2022, in coincidenza con l’entrata in carica del nuovo governo, è venuta meno la preziosa opera di documentazione giornaliera da parte del Dipartimento della Protezione Civile. Per una decina di giorni sono semplicemente mancati i dati, che erano stati garantiti dal 24 febbraio 2020 per ben 975 giorni consecutivi, poi sono stati finalmente pubblicati il 3 novembre. Nel frattempo si è appreso che il Governo aveva deciso che sarebbero stati pubblicati settimanalmente e non più giornalmente (comunicato del ministro Schillaci). Però, con la pubblicazione del 25 novembre ’22, sono risultati troncati i dati dal giorno 20 novembre 2022 in poi, apparentemente per incuria degli operatori (VEDI, da non crederci). Ciononostante, siamo riusciti dal 5 dicembre 2022 a trovare una via alternativa (non pubblica) con l’aiuto della Fondazione GIMBE, che ringraziamo.


Una presentazione:

Rimane fermo che è opportuno continuare a seguire le incidenze dei nuovi contagi...:
ATTENZIONE: essi sono stati in crescita dalla metà di luglio 2023 e, come si vede bene, la crescita estiva è stata esponenziale: il valore dell’incidenza su 14 giorni è raddoppiato 2 volte! Poi, dopo una breve diminuzione, a novembre è ripresa la crescita, che ha avuto il suo massimo a metà dicembre; la successiva diminuzione è stata rapida - VEDI sotto, paragrafo 3.
  Tuttavia, ...bisogna ricordare che i contagi SONO STATI IN MIGLIORAMENTO sin dall’inizio dell’anno 2022, che le crescite successive sono state degli episodi appariscenti ma non gravi e relativamente brevi e che nell’inverno-primavera-estate 2023 c’è stata una decrescita generalizzata molto netta (GUARDA subito i grafici dei paragrafi 1, 2 e 3).
Questo è ben rappresentato dall’andamento dell’indice di replicazione diagnostica: nell’estate scorsa ha presentato una forte impennata, il 23 agosto, fin quasi al valore 2 (VEDI sotto la definizione e il grafico dell’ultimo periodo nel paragrafo 4 - per persone più esperte).
I contagi sono stati caratterizzati dalla trasmissibilità veramente eccezionale della variante omicron (sottovarianti 1, 2 e poi 4 e 5, e ulteriori sottolignaggi), che si è rivelata, però, assai poco letale. Infatti, l’andamento dei ricoveri (GUARDA i grafici del paragrafo 5 e quelli in Archivio) non è stato particolarmente affetto dalla diffusione di questa variante; in quest’ultimo periodo, però, a seguito dell’aumento dei contagi, l’andamento è stato in crescita e ora è in diminuzione.
Ricordiamo che gli indici dei ricoveri devono preoccupare più di ogni altra cosa, a causa dell’estrema fragilità dei servizi sanitari regionali, messi a dura prova da 4 anni di pandemia. La circostanza maggiormente dolorosa rimane l’aumento inesorabile dei decessi che si è vericato ancora fortemente nel corso di tutto l’anno 2022 e ancora nel 2023; e a questo proposito GUARDA subito il paragrafo 6.
Certo, non si può fare a meno di esprimere l’amarezza e.., ci si permetta, l’indignazione (relativamente all’operato delle autorità regionali e nazionali) per il fallimento, dimostrato purtroppo nei fatti dalle regioni, nel mettere in piedi e organizzare unità territoriali adibite specificamente al tracciamento e all’isolamento dei casi, così come nel prendere di petto, almeno con dei primi passi, la riorganizzazione delle scuole e dei trasporti locali.


In questa pagina i grafici riguardano l’intero territorio nazionale. Nella successiva pagina 2 mostriamo dei grafici che documentano più in dettaglio l’andamento della pandemia nelle singole Regioni, in quest’ultima fase dall’inizio di giugno 2022.
Lo sguardo complessivo sulla situazione mondiale non deve essere assolutamente trascurato: nella pagina 2 abbiamo dunque presentato nell’arco di quasi 3 anni alcuni grafici tratti dai dati pubblicati giornalmente dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University di Baltimora. Questo Centro, però, ha smesso di raccogliere i dati dal 10 marzo 2023.
I nostri grafici, allora, documentano la mortalità nel Mondo, con un confronto tra gli andamenti delle singole Nazioni, fino a quella data.

Nella pagina 2 si dà conto inoltre di un importante articolo pubblicato su The Lancet (marzo 2022) nel quale viene stimato in maniera molto accurata che il numero di persone decedute nel mondo, per la Covid-19 e per le conseguenze della pandemia, nei 2 anni 2020 e 2021 è stato 3 volte (!!!) quello registrato dagli organi istituzionali come l’OMS. In Italia la stima del numero dei deceduti è di poco meno di 2 volte (1,89) rispetto a quello registrato da Dipartimento della Protezione Civile, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.


I grafici, più delle parole, mostrano con chiarezza i diversi momenti rilevanti delle fasi della pandemia!


La situazione negli ospedali è stata monitorata dal 2020 al 2022 attraverso il sito dell’AGENAS, che si è rivelato assai prezioso: Portale-Covid-19.
Attenzione, purtroppo il portale è stato ELIMINATO! Era FERMO al giorno 29 ottobre 2022 e non c’era alcuna spiegazione.
Qui riportiamo il dato, aggiornato al 31 gennaio ’24, che viene pubblicato nel Monitoraggio settimanale del MS. Sul territorio nazionale abbiamo tassi di occupazione: per le TerInt, di 1,2%, rispetto alla soglia di “allerta” che è del 10%; per l’Area Medica del 3,5%, rispetto alla soglia del 15%: dunque in netta diminuzione rispetto ai mesi precedenti!


TERRITORIO NAZIONALE

periodo dal 1° giugno 2022 a oggi


Nei grafici contenuti in questa pagina, sull’asse orizzontale delle x sono indicati i giorni numerati progressivamente (questo è necessario quando la scala sull’asse verticale è logaritmica) oppure sono indicate le date; sull’asse verticale delle y sono indicati gli individui, ma i valori mostrati non sono i numeri assoluti (tranne che in qualche caso). Così come è usuale, abbiamo scelto di mostrare i numeri “n” calcolati in proporzione ad una popolazione di 100.000 o di 1 milione di individui, per rendere più confrontabili grafici riferiti a popolazioni di aree o regioni diverse (dunque n=N/P*100.000; dove N indica il numero assoluto e P indica la popolazione del territorio in esame).
ATTENZIONE: Tutte le immagini possono essere visualizzate singolarmente (cliccando col tasto destro) e ingrandite per essere meglio esaminate.



CONTAGI


Bisogna partire dai contagi, anche se sono quelli maggiormente soggetti ad errori di rilevazione. In questo periodo 4 (dal 1° giugno 2022 ad oggi), l’incidenza su 14 giorni dei nuovi casi di contagio ha avuto nell’estate del 2022 una crescita esponenziale (nel suo significato matematico) in un intervallo di tempo di 3 settimane. E, ATTENZIONE, nella scorsa estate, pure ha mostrato una chiara crescita esponenziale in un intervallo di ben 4 settimane, terminata tra il 13 e il 15 settembre ’23 (VEDI paragrafo 3, il grafico in scala logaritmica). La crescita successiva di novembre-dicembre, non è stata esponenziale in senso stretto.
Cominciamo, allora, con una premessa assai utile tratta dalle vecchie edizioni di questa sezione: riproponiamo, per comodità, il paragrafo sulla crescita dei decessi nella fase 1 della pandemia, perché in esso era contenuta un’illustrazione elementare (ma indispensabile) della scala logaritmica. Questa premessa è seguita dalla casella con l’aggiornamento sui decessi.


E quindi, subito dopo, mostriamo gli andamenti dei Casi positivi, giornalieri e sommati sui 7 o 14 giorni (Incidenze); e mostriamo infine un indice molto utile, l’Indice di Replicazione Diagnostica (RDt), riguardo al quale l’Associazione italiana di Epidemiologia già in una nota del 1° febbraio 2021 aveva avanzato la proposta di inserirlo tra gli indici rilevanti. Questo indice si ottiene semplicemente calcolando ogni giorno il rapporto tra il valore in quel giorno del numero dei nuovi casi settimanali e il valore dello stesso numero nel giorno di una settimana prima: questo rapporto indica più prontamente una crescita o una diminuzione e la loro entità; ma bisogna familiarizzarsi con il relativo grafico.



Premessa: guardando i deceduti nella fase 1
in scala logaritmica

 “Su 100k di popolazione”

Questo grafico è relativo al primo periodo della pandemia, dal 24 febbraio al 22 giugno 2020; ed è in scala logaritmica, in modo da mostrare la Fase 1 in maniera più chiara. Esso indica i decessi complessivi dall’inizio della rilevazione fino al giorno x. I valori numerici dei decessi sono calcolati in proporzione ad una popolazione di 100.000 (100k) individui.
(ATTENZIONE: il valore della popolazione italiana che abbiamo utilizzato è stato aggiornato all’inizio dell’anno 2023: 58.850.717, dato ISTAT 1° gennaio 2023 - ancora in calo rispetto agli anni precedenti. La Johns Hopkins University, la OMS, così come il sitoweb worldometer [utilissimo] continuano ad utilizzare un dato assai vecchio della World Bank o delle Nazioni Unite.

SPIEGAZIONE DEL GRAFICO

La scala sull’asse y verticale è logaritmica: ogni griglia secondaria (con spaziatura variabile e in grigio più chiaro) sta a indicare il valore che si ottiene moltiplicando per 2, per 3,... per 10 quello della griglia principale inferiore. Questa scala si ottiene prendendo in realtà i logaritmi delle quantità che si vogliono rappresentare, senza mostrarli esplicitamente (da qui la spaziatura irregolare della griglia secondaria). Questa scala permette di comprendere intervalli enormi di valori (potenze di 10) e ha inoltre la caratteristica di mostrare un andamento esponenziale come una linea retta. Infatti, l’andamento dei decessi nelle prime 2 settimane della pandemia, che destò enorme preoccupazione, è decisamente esponenziale, come si vede bene. Nell’equazione della funzione esponenziale indicata, che approssima molto bene quei dati, il parametro importante è la cosiddetta costante di tempo, il coefficiente della x ad esponente di e, k = 0,3032, da cui si ricava il “Tempo di Raddoppio”: T = ln2/k = 2,3 giorni (cioè, ogni 2,3 giorni qualunque sia il valore di partenza esso raddoppia e così via – questo significa “esponenziale”!
A questo proposito, vi suggeriamo questo breve articolo redazionale del Corriere della Sera del 15 agosto 2020 – Attenzione, “ln2” è il logaritmo naturale di 2, cioè l’esponente a cui bisogna elevare la base “e” per ottenere 2 – “e” è il numero di Nepero, un numero con infinite cifre decimali: 2,71828...).
Se non ci fosse stato il decreto di chiusura completa del 9 marzo 2020 (che è il numero 15 sull’asse delle x), avremmo avuto, in caso di andamento esponenziale, al 1° aprile successivo (numero 38 sull’asse delle x un numero di vittime pari a 1.000 su 100.000, cioè all’1% dell’intera popolazione italiana, cioè circa 600.000 morti!



AGGIORNAMENTO sui decessi

Il valore per l’Italia il giorno 31 gennaio 2024 è salito a 333,2 su 100.000 persone, in termini assoluti 196.070 deceduti [19° posto per Mortalità tra le Nazioni del Mondo, al 7 gennaio 2024 (dati OMS - WHO); davanti all’Italia ci sono, nell’ordine, 5 repubbliche ex-Jugoslave, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Croazia, Slovenia, Montenegro, con un numero di abitanti tra 600 mila e 3 milioni, e ci sono Perù, primo in assoluto (questo è stato un fatto clamoroso: VEDI pagina 2 per i dettagli), Bulgaria, Ungheria, Georgia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Romania, Grecia, Lituania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Brasile — alcune nazioni, tra cui Messico, Cile, Colombia, Belgio, Argentina, Polonia e Ucraina (dato nuovamente aggiornato dal 14 luglio 2022), che sono state a lungo sopra l’Italia, sono scese al di sotto dell’Italia. Considerando invece i numeri assoluti dei decessi, l’Italia è all’8° posto nel Mondo].
Le altre Nazioni del mondo con valori molto alti di “mortalità” sono rappresentate in alcuni grafici della pagina 2. I dati con i quali sono stati sviluppati quei grafici erano tratti dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University: il Centro di Baltimora  ha chiuso la raccolta di quei dati il 10 marzo del 2023. Per cui, quei grafici non sono aggiornati.
Attenzione, il 16 maggio 2022 il numero di decessi per Covid-19 ufficialmente registrato dagli Stati Uniti ha superato il valore di 1 milione!


E ora veniamo ai contagi!

Argomento assai spinoso, perché la rilevazione dipende da condizioni molto variabili nel tempo e soprattutto da zona a zona del territorio, e dalle modalità e dalle capacità di effettuare i test e di comunicare i risultati (da parte delle singole strutture regionali, assai diverse tra di loro). Per questi motivi (in realtà chiaritisi maggiormente nel corso del tempo), nei primi giorni di marzo del 2020, e solo però per i primi quattro mesi di questo lavoro, avevamo rinunciato ad esaminare i contagiati o i nuovi casi positivi giornalieri. Poi, abbiamo cominciato a rilevare le cosiddette Incidenze.
Dopo un anno e mezzo, piuttosto, abbiamo dovuto rinunciare a mostrare il Tasso di Positività (quello calcolato sui “Casi testati”), perché questo dato è diventato del tutto inaffidabile, a causa della gran confusione che si è creata sui Tamponi (infatti molte Regioni, già dall’inverno ’21-’22, hanno cominciato a comunicare al Ministero numeri di Nuovi Casi positivi talvolta superiori a quelli dei Casi testati giornalieri (che sono i Tamponi eseguiti per la prima volta da un singolo individuo)..! E, d’altro canto, non è corretto rapportare i Nuovi Casi al numero totale dei tamponi effettuati in quel giorno (i tamponi, molecolari o antigenici, possono essere ripetuti più volte sulla stessa persona, ovviamente); questa interpretazione sbagliata del Tasso di Positività è stata quella ufficialmente comunicata e diffusamente ripetuta dai media come Tasso di Positività.
E dobbiamo anche aggiungere che sin dall’estate del 2022 siamo, oramai, dubbiosi sulla effettiva rilevazione dei casi positivi, perché l’uso assai diffuso dei tamponi fai-da-te (senza successiva acquisizione, con tamponi antigenici o molecolari, dalle piattaforme regionali e nazionali) ed una sintomatologia che si confonde con quella dell’influenza stagionale rendono poco attendibili i dati recenti dei contagi, che molto probabilmente sono più numerosi.



NUOVI CASI POSITIVI


1) FASE 4a: dal 1° giugno 2022 al 17 gennaio 2023.
“Casi giornalieri - Scala naturale - numeri assoluti”

Prima di passare ad esaminare le Incidenze (su 7 o 14 giorni) in scala naturale e poi logaritmica, per comprendere che tipo di crescita abbiamo avuto ancora nell’estate scorsa, vediamo semplicemente in questi due grafici, con i numeri assoluti e in scala naturale, l’andamento giornaliero dei Nuovi Casi positivi sul Territorio Nazionale, nei periodi 4a e poi 4b (con una scala ben diversa).

Guardando questi grafici è indispensabile rendersi conto subito del particolare “andamento oscillatorio” dei dati, con periodo settimanale (da cui si capisce che è insensato soffermarsi su percentuali in più o in meno da un giorno all’altro, come si è affannata a fare la totalità dei giornalisti o dei media). Il periodo settimanale, a nostra conoscenza, non è stato mai spiegato, ma è senz’altro collegato alla modalità di raccolta e trasmissione dei dati rilevati dalle ASL territoriali. Qui, allora, è stata sovrapposta una linea continua in rosso che congiunge, per ogni giorno x, i valori ottenuti facendo la media [mobile] sui 7 giorni, da 3 prima a 3 dopo del giorno in questione (in breve è detta “centrata”), sì da smussare le oscillazioni.

Anche nell’anno 2022 c’è stata una forte crescita estiva, con numeri quasi 20 volte superiori (!) a quelli dell’estate del 2021. Già dal 1° giugno iniziò quella crescita, poi nella seconda settimana di luglio fu raggiunto il picco massimo (valor medio di poco sotto i 100 mila giornalieri)... e poi nei mesi successivi la decrescita è stata piuttosto netta.
Poi è iniziata una nuova crescita a partire dall’11 settembre 2022... Questa è stata assai più moderata. La curva della media mostra un massimo, il 10 ottobre, con un valore di poco più di 40 mila nuovi casi giornalieri, e poi una diminuzione. Dai primi di novembre, però, si è verificata una nuova, leggera crescita, che si è poi assestata e poi, ad inizio 2023, è iniziata una lunga diminuzione (ma qui dobbiamo dire, lo ripetiamo, che abbiamo dubbi sull’attendibilità dei dati sui contagi in quest’ultimo periodo, anche alla luce dell’aumento dei ricoveri che c’è stato a dicembre 2022 - VEDI sotto).

Passiamo ad un secondo grafico dei casi giornalieri che giunge fino al giorno d’oggi.


      FASE 4b: dal 12 gennaio 2023 ad OGGI.
“Casi giornalieri - Scala naturale - numeri assoluti”

Quello che mostriamo qui a destra è l’ultimo anno (attenzione alla scala diversa): il valore medio (dei casi giornalieri, calcolato su 7 giorni) è sceso costantemente, tranne un piccolo rialzo ad aprile del 2023, fino ad arrivare al di sotto di 500 alla metà di luglio ’23; da allora è iniziata una forte risalita fino ad un picco di 6.500 all’inizio di ottobre. Dopo una diminuzione nel mese di ottobre, è ripresa la crescita e il valor medio è salito il 13 dicembre fino a 9.700; dopodiché si sta verificando un repentino calo, fino a 550!

Al fine di comprendere quale tipo di crescita c’è stata sia nell’estate del 2022 che in quella dell’anno 2023, bisogna passare ad un’indagine sulla base di un indice diverso: l’incidenza dei nuovi casi positivi sui 14 giorni, rapportata a 100 mila abitanti.


INCIDENZA SU 14 GIORNI


2) FASE 4 - “Incidenza cumulativa su 14 giorni - Scala naturale - numeri relativi, su 100k di popolazione”

Per migliorare l’esame di dati che hanno fluttuazioni e irregolarità, una scelta assai utilizzata in epidemiologia, oltre l’uso della media mobile, è quella di considerarne l’incidenza cumulativa su 7 oppure su 14 giorni, su 100k di popolazione (cioè semplicemente sommando i valori sui 7 o 14 giorni precedenti al giorno x e rapportando il risultato a 100 mila abitanti). Se ne traggono curve più smussate e leggibili.

In caso di forte instabilità e per un esame più complessivo, è preferibile seguire l’Incidenza su 14 giorni. Essa è la grandezza utilizzata da molti organismi internazionali, come ad esempio l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) (VEDI).

Questo qui a fianco è il grafico che ne mostra l’andamento in scala naturale; l’intervallo rappresentato è il periodo 4. La crescita estiva dell’anno 2022 è stata ben più forte di quella del 2021 (2.200 contro 200).
La crescita iniziata ai primi di giugno di quell’anno raggiunse il valore massimo il 16 luglio 2022, con un valore di 2.235. Dal 20 settembre successivo questo indice è stato di nuovo in crescita. Verosimilmente questa è riconducibile alla riapertura delle scuole (vedi nella pagina 2 la distribuzione tra le regioni). Il 17 ottobre 2022 la curva ha mostrato il massimo e poi la diminuzione. Teniamo d’occhio ora l’inizio dell’anno 2023: è visibile un plateau a poco più di 400 ai primi di gennaio del 2023; e poi un calo netto e un piccolo rialzo dal 12 al 25 aprile, che si vede meglio nel grafico qui sotto (per la peculiarità della scala logaritmica).
In seguito, il calo è continuato e da fine maggio 2023 siamo scesi al di sotto di 50 e da fine giugno al di sotto di 20. A partire da fine luglio 2023 e fino alla metà di ottobre abbiamo osservato un notevole rialzo da 11,6 a 145,7, che bisogna osservare in scala logaritmica. Successivamente, una breve diminuzione sotto i 100 e poi la crescita è ricominciata fino a superare i 200. Nel mese di gennaio del nuovo anno ’24 l’indice è calato rapidamente fino a 16,4!

  ORA, ESAMINIAMO QUESTO STESSO GRAFICO IN SCALA LOGARITMICA...


3) FASE 4 - “Incidenza su 14 giorni - Scala logaritmica - su 100k di popolazione”
    Un esame molto interessante!

Ecco che in questa scala le crescite nei diversi periodi appaiono più chiare, e soprattutto abbiamo uno strumento quantitativo per valutarne l’eventuale crescita esponenziale e la rapidità.
Il periodo 3 è ora visibile nell’Archivio.
Esaminiamo qui l’intervallo estivo 2022 del periodo 4 in cui la crescita è stata chiaramente esponenziale (punti che si allineano su un tratto di retta).
Infatti, possiamo analizzare la crescita del periodo di giugno-luglio 2022: dal 16 giugno al 6 luglio sono 21 punti (giorni, 844–864 sull’asse x) allineati su una retta (funzione esponenziale di cui è riportata l’espressione): il tempo di raddoppio è T1 = 11,3 giorni. Si è passati da poco più di 400 a 2.000!
Dal 6 luglio la curva si è piegata e ha avuto il massimo a 2.235 il 16 luglio 2022.

Il calo più sostenuto iniziato all’inizio di quest’anno 2023 è ancora più visibile in questa scala, così come i piccoli rialzi. Il contagio, che era decisamente molto debole, nel periodo estivo ha mostrato già dalla fine di luglio ’23 una forte crescita e dalla metà di agosto si tratta di crescita esponenziale: ebbene, dal 16 agosto al 13 settembre sono 29 punti (giorni 1.270–1.298 sull’asse x) allineati su una retta; il tempo di raddoppio è T2 = 13,3 giorni. Si è passati da 20,6 a 88,5. Quest’ultimo valore è ancora accettabile, ma già il 29 settembre sarebbe stato 200 se fosse continuato così... Dunque, NON è andata così!
Gli ultimi punti (dal 18 settembre in poi - VEDI il grafico dopo averlo ingrandito..) scartano verso il basso rispetto alla retta blu! E... sì, c’è stato il picco, tra il 10 e il 13 ottobre ’23. Ma dalla metà di novembre è ripresa la crescita (non esponenziale) che ha raggiunto il valore 200 e poi il calo rapido.

La variante omicron da tempo è l’unica presente sul territorio e, però, tra le varie sotto-varianti della omicron, i sottolignaggi e le ricombinanti, già viste negli ultimi mesi, nel mese di agosto si è fatta strada una sotto-variante della XBB.1.9.2 (ricombinante omicron-omicron): la EG.5 che è stata in forte crescita e diffusione a livello globale, in Europa, Stati Uniti e Asia e ora è in calo. Ecco le percentuali rilevate in Italia: la EG.5 con 30,6 % dei campioni sequenziati, la XBB.1.5 con 3,8%, la XBB.1.9 con 5,5%, la XBB.1.16 con 1,3%, la XBB.2.3 con 1,0%, la XBB (tutti gli altri sottolignaggi) con 0,6%, la DV.7 con 0,2%, la BA.2.86 con 13,2% e infine la sua sottovariante, in forte crescita, la JN.1 con 38,1%.
Le stime hanno la data del dicembre 2023 e si trovano sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità: monitoraggio varianti del virus.


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4) INCIDENZA SU 7 GIORNI e INDICE RDt


  FASE 4a - “Incidenza cumulativa su 7 giorni - Scala naturale”

  FASE 4b - “Incidenza cumulativa su 7 giorni - Scala naturale”

  FASE 4 - “Indice di Replicazione Diagnostica - Scala naturale”


Abbiamo qui sopra due grafici dell’Incidenza su 7 giorni su 100 mila abitanti: a sinistra il periodo dal 1° giugno 2022 al 27 gennaio 2023 e a destra il periodo dal 22 gennaio 2023 ad OGGI, in modo da seguire meglio il periodo più recente. Ritroviamo in agosto-settembre ’23 la forte impennata fin quasi a 80: il picco (massimo) è molto chiaro, nel giorno 7 ottobre. La crescita poi è continuata e c’è stato un nuovo picco oltre 110. A gennaio del nuovo anno 2024 il calo repentino ha riportato il valore a 6,6!!!
A fianco a sinistra un grafico dell’indice RDt. Questo indice, introdotto sopra all’inizio di questa sezione dei Contagi, ripetiamolo, si ottiene calcolando ogni giorno il rapporto tra il valore in quel giorno del numero dei nuovi casi della settimana precedente (l’incidenza su 7 giorni) e il valore dello stesso numero nel giorno di una settimana prima: questo rapporto indica prontamente una crescita (se maggiore di 1) o una diminuzione (se minore di 1) e la loro entità; però, bisogna familiarizzarsi con il grafico del suo andamento (per questo motivo il grafico è stato messo a confronto con quello dell’Incidenza su 7 giorni). L’indice mostrato è quello relativo all’intero territorio nazionale, dal 1° giugno 2022 ad OGGI (periodo 4 — il periodo 3 è visibile in Archivio).

Questo indice mostra una fotografia, è il caso di ribadirlo, non una proiezione sul futuro.
    Dalla fine di luglio scorso si è impennato al di sopra di 1, fino a 2 e soprattutto ha mostrato una persistenza su 1,44, e poi, però, un calo a partire dal 15 settembre e dal 10 ottobre sotto 1! Il 9 novembre è risalito sopra 1 e il 21 dicembre è ridisceso al di sotto, precipitando poi fino a 0,5.
Bisogna continuare a tenerlo d’occhio nei prossimi giorni!

[Ad esempio dell’utilità di questo indice, si può esaminare il rialzo dello scorso autunno 2022, il passaggio da sotto a sopra il valore 1, nel giorno 16 settembre 2022, che sta ad indicare che l’incidenza ha smesso di calare e comincia a crescere e poi a crescere di meno (quando RDt arriva al massimo) e poi è l’incidenza a raggiungere il massimo (quando RDt ripassa sotto 1, il 16 ottobre). Si confrontino i grafici. La crescita autunnale è poi terminata. RDt è tornato sopra 1 il 9 novembre, e infatti l’incidenza ha mostrato un balzo in su. Poi è tornato sul valore 1 e l’incidenza si è mantenuta su un plateau costante. Dal 7 dicembre è sceso sotto 1 e l’incidenza è stata in diminuzione...; e poi è ben visibile il breve guizzo del 3 gennaio ’23... sicuramente fisiologico per l’accumulo di dati non riportati nei giorni festivi. In seguito RDt si mantiene per lo più sotto 1.]

[Solo per dare un ulteriore esempio, esaminiamo la crescita della scorsa estate: è evidente in RDt uno slargato picco fino al valore 1,62 (il 22 giugno); questo picco in realtà ha mostrato un plateau dalla metà di giugno al 6 luglio con un valor medio di 1,53, che corrisponde ad una crescita esponenziale dell’Incidenza su 7 giorni con un tempo di raddoppio (che è possibile calcolare, VEDI in Archivio) di 11,4 giorni, che è esattamente quanto avevamo già osservato sopra nell’andamento dell’Incidenza su 14 giorni (più stabile). Poi, il picco si è esaurito ed è sceso al di sotto di 1, a partire dal 16 luglio, la qual cosa indica chiaramente l’inizio della decrescita.]

Guardiamo le ospedalizzazioni.


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OSPEDALIZZAZIONI


I grafici dei RICOVERI e delle TERAPIE INTENSIVE che seguono qui sotto sarebbero da integrare e confrontare con uno strumento di cui si sentiva la mancanza sin dai primi mesi della pandemia: un cruscotto, che è stato per 2 anni la pagina iniziale del nuovo Portale Covid-19 della Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), che permetteva di visualizzare in tempo reale la percentuale di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva e in Area Medica (non Critica), sull’intero territorio nazionale ed in ogni singola regione; e di visualizzare i grafici degli andamenti nel periodo più recente. Utilissimo! (ERA... utilissimo; infatti il portale, bloccato per alcuni mesi al giorno 29 ottobre 2022... senza alcuna spiegazione, ora non è più presente sul sito-Web dell’Agenzia, soppresso).


RICOVERI TOTALI e TERAPIE INTENSIVE


5) FASE 4 - “Ricoveri totali e Terapie intensive - Scala naturale - numeri assoluti”




La situazione dei ricoveri è stata in crescita a partire da agosto scorso, dal 10 di ottobre è stata in stallo per circa un mese sui 3.700 posti occupati; poi è ripartita la crescita, fino a toccare gli 8 mila posti occupati (questo numero era diminuito fino a 720 a metà luglio). Ora siamo in diminuzione e siamo ampiamente al di sotto dei 3 mila posti occupati.
Il numero dei ricoveri in Terapia Intensiva ha superato i 300 nel mese di dicembre 2022 e si è mantenuto a lungo stabile, con piccole oscillazioni, su un valor medio di 320. Poi, da metà gennaio 2023 è stato in netta diminuzione, fino a circa 20 tra luglio e agosto
’23. Nei 4 mesi da settembre a dicembre del 2023 è risalito fino a superare i 250, ora è in netta discesa fin quasi a 100.

[Una nota minore: il calo repentino dei ricoveri totali a partire dal 12 dicembre 2022 presenta un motivo di perplessità: esaminando i grafici dei ricoveri per le singole Regioni, soprattutto nel nord Italia, notiamo un calo molto simile tra di loro (nella sequenza dei valori) per più della metà delle regioni... e questo è piuttosto strano].

     È stato molto interessante, relativamente al periodo 3, confrontare i grafici di sopra in scala naturale con quelli di sotto in scala logaritmica. Il confronto è stato spostato nell’Archivio, vale la pena esaminarlo quale esempio dell’enorme utilità della scala logaritmica. In questo periodo 4 il confronto può essere ancora interessante.
Le due curve di sopra mostrano nel grafico di sinistra il numero complessivo dei ricoverati in ospedale (la somma dei ricoverati in TI e di quelli in area non Critica), mentre nel grafico di destra il numero totale delle sole Terapie Intensive occupate. Si è ulteriormente abbassato il rapporto del numero delle T.I. rispetto al totale dei Ricoveri: 3,6% nel picco dell’estate del 2022, tra l’estate del 2023 e questo inverno siamo intorno al 3,0%. Si tratta sempre di un segno che la variante omicron e le sue discendenti non hanno portato a forme gravi della malattia.
   Hanno continuato, però, a morire i più anziani!


      FASE 4 - “Ricoveri totali e Terapie intensive - Scala logaritmica - numeri assoluti”


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MORTALITÀ



6) FASE 4 - “Deceduti - Scala naturale - numeri assoluti”

Questo grafico mostra la crescita del numero assoluto dei decessi nel periodo 4, dal 1° giugno 2022 ad oggi. Abbiamo superato la soglia, piuttosto alta, dei 196 mila decessi. Questo valore (assoluto) si situa all’ posto tra le Nazioni del Mondo e al posto in Europa dopo il Regno Unito.

Una cosa che ci ha colpito già nel 2022:
a partire dai primi giorni di gennaio del 2022 (VEDI il grafico del periodo 3 in Archivio) è iniziata una crescita con una rapidità quasi costante, di circa 300 decessi al giorno in media fino al 14 febbraio (2022)! Poi, la media è diminuita ma si è mantenuta comunque alta e questo si può vedere dalla pendenza della curva in quel grafico, ma ancora in questo grafico a destra.
  Ora, i posti occupati in Terapia Intensiva erano 1.300 il 1° gennaio 2022 e da quel giorno e fino al 14 febbraio successivo i nuovi ingressi sono stati in media 120 al giorno. In tutti i periodi successivi la media degli ingressi nelle Terapie Intensive è stata sempre sensibilmente inferiore a quella dei decessi.
Allora, la semplice domanda è stata: dove muoiono le persone positive al Covid-19?
In uno scambio di mail con la Fondazione GIMBE, Elena Cottafava, Segretario Generale, ha fornito la seguente spiegazione:

“Non tutti i pazienti hanno caratteristiche cliniche e anagrafiche tali da rendere quei pazienti “ricoverabili” in terapia intensiva. Inoltre, molti pazienti vengono ricoverati in terapia subintensiva (che viene classificata come ricovero nei reparti ordinari e non di area critica). Anche in questo caso, non tutti i pazienti decidono di essere ricoverati (es. un paziente molto anziano e debilitato, con molte altre patologie presenti, il cui quadro clinico fosse nettamente peggiorato con il COVID, potrebbe decidere, in accordo con i medici, di rimanere a casa per l’assenza di terapie ospedaliere di successo).”

Se inseriamo nel grafico dei decessi dal 1° luglio ’21 la curva relativa al numero complessivo dei pazienti usciti dalle TI (guariti e deceduti, sommati), che si può desumere dai dati del DPC (occupazioni in TI e ingressi in TI, giorno per giorno), si vede immediatamente che il numero complessivo dei deceduti, positivi al Covid-19, è alquanto più alto del numero degli Usciti dalle TI e che la differenza tra i due numeri aumenta sensibilmente col tempo: questa differenza rappresenta il numero di persone sicuramente decedute fuori dalle TI (in realtà sono ben di più). Ecco il grafico. Francamente, il fenomeno sembra qualcosa di sistematico, piuttosto che non una questione di discrezionalità nei ricoveri.

Comunque, TROPPI DECESSI! Dal 1° luglio del 2021 fino ad oggi sono stati registrati più di 68.000 decessi; di questi, almeno 40.000 (!) sono avvenuti fuori dalle Terapie Intensive.
Possibile che non si riesca a difendere i fragili? E che ci sia così poco senso di responsabilità da parte di quanti, positivi, non rispettano elementari regole di quarantena? È vero però che, con ogni probabilità, qui si sta parlando di anziani che sarebbero comunque deceduti senza Covid nello stesso periodo esaminato, per i quali, insomma, la positività al virus responsabile della Covid-19 è solo un elemento secondario di un quadro clinico assai grave.



7) FASE 4 - “Mortalità settimanale - Scala naturale - su 100k di popolazione”

Abbiamo spostato il grafico relativo ai periodi 1-3 in Archivio, esso è la migliore sintesi dell’impatto durissimo della pandemia di Covid-19, sul territorio nazionale italiano.
Qui mostriamo il periodo 4.
Ricordiamo che quando il valore della mortalità (settimanale) sale al di sopra del valore 2 si deve considerare che forse si è davanti a qualcosa di straordinario. Se si registrano valori al di sotto di 1, la mortalità si può considerare nella normalità. Tra 1 e 2 si tratta di un intervallo di transizione.

Ricordiamo, innanzi tutto, i numeri totali dei decessi nei 4 periodi in cui abbiamo suddiviso la pandemia; i punti di demarcazione sono il 1° agosto 2020, il 1° luglio 2021 e il 1° giugno 2022. Nel primo periodo abbiamo avuto 35.141 vittime. Il secondo periodo (lungo 11 mesi) è stato certamente quello più grave, durante il quale abbiamo avuto 92.425 vittime. Il numero delle vittime nel terzo periodo è di 39.131. Fino ad oggi nel quarto periodo siamo quasi a 29.400 vittime. La media giornaliera (calcolata su un intervallo di una settimana) è oggi di circa 16 decessi (era salita fino a 60 a metà dicembre scorso e, precedentemente, scesa fino a 2 alla fine di luglio del 2023).

E veniamo ad esaminare questo grafico, relativo al quarto periodo: dall’11 luglio 2022 è salito al di sopra di 1 ed è stato in forte crescita. Per 4 giorni alla fine di luglio ’22 ha di poco superato il valore 2, poi è ridisceso ed è stato sotto 1 per 3 mesi, fino a tutto novembre. Dal 13 novembre ’22 è stato di nuovo in crescita e al di sopra di 1 dal 27 novembre 2022 e per oltre 1 mese. Poi in calo e finalmente, il 17 gennaio 2023, l’indice è sceso nuovamente e definitivamente sotto 1.
Da un anno intero siamo al di sotto di 1!

(Il guizzo relativo alla settimana 1-8 febbraio ’23 è dovuto alla Lombardia, probabilmente per un riconteggio). Successivamente l’indice è stato sempre in discesa, fino a 0,03 (!), poi in crescita da settembre ’23 e, a partire da dicembre, è salito al di sopra di 0,5, per poi ridiscendere al di sotto ed ora a 0,2.

Per chi volesse dare un’occhiata all’andamento dei decessi giornalieri, mostriamo in scala logaritmica il relativo grafico, che è stato sempre presente nelle precedenti edizioni. Esso mostra l’oscillazione settimanale così come abbiamo già visto per i Nuovi casi di contagio giornalieri.


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i decreti del GOVERNO

UN ANNO FA, a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Governo...
NON più accessibili le 3 pagine del sito del Governo, questo l’avviso:
“Non sei autorizzato ad accedere a questa pagina”

L’elenco dei decreti governativi che abbiamo fornito nel primo anno era diventato lungo e oltremodo noioso, in questa pagina_(1) del sito-web del Governo era raccolta tutta la normativa vigente relativa alla pandemia Covid-19, dal febbraio 2020 fino ai primi di novembre 2022. Con maggiore prontezza in quest’altra pagina_(2) venivano elencati i comunicati stampa relativi ai Consigli dei Ministri, nei quali si trovava piuttosto una sintesi del contenuto dei decreti. Inoltre, sempre sul sito-web del Governo, veniva costantemente aggiornata la pagina_(3) delle Domande frequenti.
Questa, invece, è la pagina_(MS) [aggiornata] del sito-web del Ministero della Salute che continua ad essere il riferimento per la situazione in Italia.
Dal 1° aprile 2022 non è più in vigore il sistema delle zone colorate, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza al 31 marzo 2022.

La classificazione di rischio delle Regioni si basava su 21 parametri, che furono elencati in un Decreto del Ministro della Salute (DM Salute) del 30 aprile 2020; però nel DL del 18 maggio 2021 fu inserita una semplificazione che dava una rilevanza maggiore a soli 3 parametri (detti Indicatori Decisionali): l’Incidenza dei Nuovi Casi su 7 giorni e le percentuali di occupazione dei posti in Terapia Intensiva e in Area medica non critica.

il Ministero della Salute

- Continuiamo a fare riferimento qui all’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute nella nuova versione entrata in vigore il 5 maggio 2023. Questa è la pagina [che dovrebbe essere aggiornata] del sito-web del MS che rimanda all’archivio dei Monitoraggi Covid 19 dove si trova l’elenco dei Report settimanali, che integrano i dati raccolti dal Ministero con quelli della Sorveglianza Integrata dell’Istituto Superiore di Sanità.
Attenzione: l’indice Rt medio a livello nazionale, riferito alle due settimane 10-23 gennaio 2024, calcolato sui casi con ricovero ospedaliero (non più calcolato sui casi sintomatici), è in diminuzione: 0,57 (95%CI: 0,53 - 0,62) [95%CI sta per Intervallo di Confidenza con il 95% di probabilità che il valore vero sia contenuto nell’intervallo indicato][1].



Note:

[1] Sul punto dell’intervallo di confidenza, che era molto ampio nel periodo 22 ottobre - 4 novembre 2020, [1,08 ; 1,81], aveva richiamato l’attenzione Giorgio Parisi (all’epoca presidente dell’Accademia dei Lincei e Premio Nobel per la Fisica 2021) in questo articolo, secondo il quale l’elaborazione del valore di Rt non sarebbe stata affidabile a partire dal 20 ottobre 2020; riteniamo ancora utile la lettura di quell’articolo.


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